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Lecce ed il Salento


Salento porta d' oriente

Lecce è  rinomata come “signora del Barocco” per lo stile inconfondibile che caratterizza questa città d’arte. Di notevole valore è il patrimonio architettonico riferito  ai secoli diciasettesimo e diciottesimo.
Il  barocco leccese  è tipico  per  l’elegante compostezza delle forme rinascimentali e la ricchezza degli elementi decorativi: balaustre, trafori, colonne tortili, nastri di fiori e frutta svolazzanti,   che traggono ispirazione dalla cultura agricola contadina e dai motivi classici del  mondo colto.

 

La penisola Salentina è una grande pianura di origine carsica; i suoi modesti rilievi degradano dolcemente verso il mare, formando splendide spiagge e lidi sabbiosi, alte scogliere che si fratturano dando origine a insenature con pareti a picco sul mare, gole, piccoli anfratti, isole ed isolotti e grotte che ricamano la costa di fantastici merletti di roccia.

Protagonista indiscusso delle coste del Salento è il mare, pulito , terso e cristallino, che regala allo sguardo dei visitatori uno scenario incantevole. Un contributo particolare a queste bellezze è dato dai fondali, superfici irregolari con solchi grotte e cavità che lo rendono meta preferita dei pescatori subacquei.

Il paesaggio predominante del salento è la macchia mediterranea alquanto variabile da un luogo all’altro a seconda del tipo di terreno. All’interno del territorio dove generalmente la roccia è friabile il terreno è molto profondo padroneggiano boschi autoctoni di leccio ( che hanno dato il nome al capoluogo: Lecce) , eucalipti,ulivi, vigneti e querce centenarie. Nei bassi rilievi e vicino alla costa dove le rocce affiorano dal suolo si trovano piante aromatiche (salvia, menta, rosmarino, alloro, timo) e fichi d’india e agave che ben si adattano alla sua natura calcarea.


Il paesaggio rurale del salento rispecchia la cultura dell’uomo che ci vive. La campagna Salentina è ricoperta da una miriade di alberi di ulivo ed estensioni di vigneti che spadroneggiano sul paesaggio a testimonianza della ricchezza del loro prodotto. A completare il paesaggio ci sono decine di torri di avvistamento disseminate lungo la costa , vedremo le opere dell’uomo che negli anni si è servito del territorio pietroso di cui disponeva per creare : monumenti funebri (Dolmen e Menhir), costruzioni rurali come i trulli, le pajare , specche, e i fantastici monumenti in arte barocca realizzati con la pietra leccese.


Parleremo del clima salentino che ha caratterizzato la flora e la fauna del posto, dell’ ambiente roccioso e della vegetazione che ne consegue, delle acque del sottosuolo e delle forme carsiche del sottosuolo.

Il salento

Il salento è una penisola - antica Messapia - bagnata dal mare Adriatico meridionale e lo Jonio, che i geografi del passato definirono "il tallone dello stivale". Suoi capoluoghi notevoli sono: Brindisi, Lecce, Otranto, Gallipoli, nonché Taranto all'estremità ovest, e numerose città e paesi storici di antichissima origine, per questo circondati da resti archeologici e tracce evidenti di antiche civiltà.

Attraversando i suoi 5.800 kmq. circa tale è la superficie dell'intero territorio si incontrano, specialmente lungo il versante orientale del leccese, monumenti megalitici dell'età del bronzo: dolmen e menhir. Ma le attrattive della subregione non si limitano soltanto a tali reperti, né alle mura e resti di costruzioni e oggetti conservati nel museo di Lecce. Le bellezze naturali qua e là sono particolarmente pittoresche, la stessa flora e fauna di certe zone, i paesaggi attorno ai centri abitati, consentono di definire la piccola penisola salentina come un luogo di tranquilla e originale vacanza, per molti viaggiatori una vera scoperta.

La natura del Salento è leggermente ondulata, dolce e malinconica all'occhio per i colori del grano, delle vigne bruciate dal sole e del tufo. Poche sono le case isolate; e qua e là si apre improvvisamente fra i campi, o sotto le finestre delle case, il vuoto profondo di una cava.

Questa terra piana è cinta e serrata da una scogliera dirupata, una costa avara di approdi che non lascia posto che a poche spiagge, e che si snoda e si contorce fino all'estremo promontorio di Léuca. Il mare che si vede piú în basso, a picco, è un mare color indaco, selvaggio nella sua bellezza... Ogni cosa è un invito a scoperte inesauribili: le zone archeologiche disseminate per la penisola; la tipica edilizia del passato fatta di tufo, pietra su pietra, spesso voltata in archi potenti;l'intimità con cui borghi, castelli, torri di guardia e campanili si iscrivono a catena nel paesaggio; la ricchezza di ornati delle case patrizie e delle chiese romaniche e barocche; le sculture dei portali, gli altari settecenteschi, i púlpiti scolpiti e dorati; gli stucchi dipinti di bianco, di rosa e di celeste; le oreficerie, i ferri battuti, le pitture medioevali e barocche..


Non soltanto dal punto di vista geologico il Salento si distingue dalla restante Puglia, ma anche da quello linguistico, per il dialetto con caratteristiche sue proprie, rispetto a quello pugliese. La penisola infatti era stata occupata dai Messapi, di origine non precisata, che giunsero in Italia circa mille anni a.C. Il loro linguaggio resta un sostrato fondamentale nella formazione del vernacolo locale, su cui la stessa lingua greca dei successivi colonizzatori riuscì a influire in maniera superficiale, pur affermandosi notevolmente in alcune zone, che tuttora conservano il dialetto greco.

Centri principali del Salento dove si parla un dialetto derivato dai discendenti della storica Magna Grecia sono: Calimera (in greco "Buongiorno"), Martano, Sternatìa, Castrignano, Corigliano, Martignano, Zollino e Soleto.

 

I prodotti del Salento

I principali prodotti del Salento sono: l'uva, l'olio e il tabacco. La vite, coltivata con le cure piú assidue, prospera in vigneti che si estendono fitti sui ripiani delle Murge Salentine.

In autunno, tra i filari, splendono pesanti grappoli neri o dorati da cui si ricavano vini notíssimi quali il Lacrima di Gallipoli, il Parosani e gli Asprigni del Capo di Santa Maria di Leuca, il Salento di Copertino, e poi le Malvasie, i Moscati, gli Aleatici. Quanto agli oliveti, anche qui, come nella Provincia di Brindisi, essi sono tanto estesi e folti e con piante tanto grandi da sembrare veri e propri boschi.Pure assai vaste sono le piantagioni di tabacco, la cui elevata produzione permette all'Italia di non importare quasi piú tabacchi biondi dai Paesi dell'Oriente. Altri minori, ma notevoli prodotti del suolo, sono i pomodori e i fichi.

Notevole, lungo la costa del Salento, è l'attività peschereccia, che trova il suo centro principale in Gallipoli, sullo Ionio.

Fra i prodotti minerari vanno ricordate le sorgenti salso-sulfuree che alimentano le Terme di Santa Cesarea e la celebre pietra leccese, tenero càlcare con cui gli architetti e gli scultori salentini hanno creato i capolavori del «Barocco Leccese».

 

Sempre piú vivace e attrezzata, infine, è l'industria turistica salentina, che richiama ogni anno un grande numero di turisti italiani e stranieri ad ammirare le innumerevoli attrattive naturali ed artistiche di questa terra non meno interessante di ogni altra d'Italia.

Come si arriva in Puglia nel Salento

In automobile: in autostrada fino a Bari, superstrada Brindisi - Lecce, una volta arrivati a Lecce per andare verso le località del Salento sullo Jonio prendere la tangenziale Ovest, mentre per andare alle località del Salento sull' Adriatico prendere la tangenziale Est
In treno
: Lecce è il capolinea di molti treni diretti da tutte le Regioni d'Italia
In aereo: l'aereoporto di riferimento è quello di  Brindisi (aeroporto papola casale) ; qui potrete attendere l’autobus che collega l’aeroporto con il centro di Lecce  o noleggiare un’auto.

 




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